ARRIVA IL SUPERBONUS 110% PER LE RIQUALIFICAZIONI ENERGETICHE


Il decreto “Rilancio” recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri tra le varie misure per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza sanitaria COVID-19 rinnova e potenzia un meccanismo di incentivazione già presente da anni chiamato Ecobonus.

Il nuovo meccanismo chiamato SUPERBONUS 110% ambisce a dare nuovo impulso al settore dell’edilizia e degli impianti attraverso la riqualificazione energetica, il tutto senza richiedere alcun esborso iniziale da parte del committente. Tuttavia va precisato che la normativa è articolata e pone molte limitazioni… insomma non si può applicare sempre e comunque.

Se stai leggendo questo articolo ti stai chiedendo se puoi usufruire del Superbonus e realizzare a costo zero il tuo impianto fotovoltaico. La risposta è sì ma solo se rispetti tutti i requisiti richiesti e se l'intervento che intendi realizzare include, oltre al fotovoltaico, anche la realizzazione di un isolamento termico dell'edificio o l'installazione di una pompa di calore o di una caldaia a condensazione. Se invece intendi installare solo un impianto fotovoltaico, puoi usufruire dell'agevolazione pari al 50% (c.d. Ecobonus), già in vigore da qualche anno.


SUPERBONUS 110%

Proviamo a definire schematicamente i punti salienti:

1. A CHI SPETTA: possono richiedere l’incentivo i cittadini privati che commissionano i lavori. Ricordiamo che il fruitore delle detrazioni non deve necessariamente essere il proprietario, ma è colui che paga gli interventi e utilizzi l’abitazione (quindi anche affittuario o comodatario, purché non siano proprietari di altri immobili, autorizzati in forma scritta dal proprietario ad eseguire i lavori).

2. IMMOBILI: gli interventi devono interessare immobili adibiti ad abitazione principale (non vale per seconde case o edifici non ad uso abitativo o per interventi di ampliamento). L’intervento può riguardare inoltre parti comuni condominiali

3. DURATA: attualmente il Superbonus 110% consente di detrarre le spese sostenute dal 1 Luglio 2020 al 31 dicembre 2021 (18 mesi).
Va precisato che il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19/05/2020, per essere operativo necessiterà:
  • della conversione in legge entro 60 giorni (arco temporale che generalmente viene utilizzato tutto) del decreto legge n. 34/2020 (arriveremo quindi a metà luglio);
  • della pubblicazione dei provvedimenti attuativi da parte dell'Agenzia delle Entrate (entro 30 giorni, quindi arriveremo ad agosto).
4. CONDIZIONI: l’intervento nel suo complesso deve consentire il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio di almeno 2 classi energetiche, verificabile tramite attestato di prestazione energetica (APE) precedente e successivo all’intervento.

TIPOLOGIA DI INTERVENTI FINANZIATI DAL SUPERBONUS 110%
Veniamo quindi ad uno dei nodi centrali: gli interventi agevolati sono divisi in 2 categorie: interventi “trainanti” ossia obbligatori ed interventi “accessori”, che possono beneficiare dell’incentivo solo se eseguiti insieme ad uno dei 3 interventi trainanti.

Gli interventi trainanti sono:
 CAPPOTTO TERMICO: isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali per una superficie 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio;
 CALDAIA A CONDENSAZIONE: la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione almeno di classe A;
 POMPA DI CALORE ELETTRICA: la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore.

IL SUPERBONUS 110% vale per la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente non per un nuovo impianto

Ad integrazione di uno più dei suddetti interventi “trainanti” è possibile aggiungere altri interventi come:
 installazione di impianti fotovoltaici;
 installazione di batterie di accumulo;
 sostituzione degli infissi esterni;
 installazione di pannelli solari termici.

Il Decreto impone che per beneficiare del Superbonus 110%, l’intervento, nel suo complesso, deve consentire il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio di almeno 2 classi energetiche.

Gli interventi ammessi al SUPERBONUS 110% non sono cumulabili con alcun altro incentivo

Qualora non sia possibile far rientrare gli interventi nel Superbonus 110%, sarà possibile usufruire dell’Ecobonus con detrazione al 50% della spesa.

SUPERBONUS 110% PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E I SISTEMI DI ACCUMULO
E’ possibile beneficiare del SUPERBONUS 110% per l'installazione di impianti fotovoltaici e batterie d'accumulo, purché questo avvenga in concomitanza di altri interventi “trainanti” previsti dal Decreto Rilancio e comunque entro un tetto massimo di spesa di 48.000€ e prevede un costo massimo per kW di 2.400 euro, che scende a 1.600 euro per kW di potenza nominale nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia. La stessa soglia è prevista per l’installazione di sistemi di accumulo, con un costo unitario minore di 1.000 euro per kWh
Per gli impianti fotovoltaici è richiesta che l’energia prodotta in più e non utilizzata (immessa in rete) sia ceduta al GSE.

ATTENZIONE! LA SOLA INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO, CON O SENZA ACCUMULO, NON CONSENTE DI ACCEDERE AL SUPERBONUS 110%

PROCEDURE
Aspetto particolarmente importante è quello relativo alle procedure/certificazioni che devono essere prodotti per una corretta definizione dell’intervento
  • Asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici ed economici richiesti dal SUPERBONUS 110% e che i lavori sono stati pagati ad un prezzo congruo;
  • Attestato di prestazione energetica (APE), certificazione prodotta prima dell’esecuzione degli interventi che consenta di attestare la Classe energetica di partenza.
  • Attestato di prestazione energetica (APE), certificazione prodotta dopo l’esecuzione degli interventi che consenta di evidenziare, confrontata all’APE precedente ai lavori, il miglioramento di almeno 2 Classi energetiche richiesto dal Decreto;
  • Documentazione tecnico / descrittiva da inviare telematicamente all'ENEA
Come per tutte le ristrutturazioni, le fatture vanno pagate sempre con bonifico parlante, con l’indicazione degli estremi fiscali del beneficiario del pagamento (azienda esecutrice) e del committente.

MODALITÀ DI RIMBORSO
Il Decreto Rilancio prevede cinque quote annuali, da detrarre dall'Irpef ma è prevista anche la possibilità dello sconto in fattura e cessione del credito. Grazie a questi due strumenti, anche chi ha dovuto rimandare i lavori fino ad oggi per mancanza di liquidità, potrà farli. Si potrà infatti richiedere uno sconto in fattura pari all'importo totale degli interventi alle imprese edili e/o di installazione, che a loro volta potranno optare per la cessione del credito, ai fornitori oppure alle banche.
Ecco quindi le opzioni che si prospettano a chi effettua i lavori:
  • Anticipo della spesa per i lavori per poi recuperarla al 110% con la detrazione fiscale in 5 anni;
  • Anticipo del costo degli interventi con successiva cessione del credito d’imposta alla banca o altri intermediari finanziari;
  • Cessione del credito d’imposta all'impresa che realizza i lavori, la quale, a sua volta, potrà utilizzare la somma in compensazione sul pagamento delle imposte oppure cedere a sua volta il credito a terzi, banche incluse.
UN ESEMPIO
Una famiglia che effettua un intervento di ristrutturazione che possa beneficiare del SUPERBONUS 110% commissiona una serie di lavori sulla propria abitazione per un totale di 20.000€
Il SUPERBONUS 110% consente alla famiglia che paga l’intervento di avere, in fase di dichiarazione dei redditi, un credito del 110% pari quindi a 22.000 da detrarre dalle tasse in 5 quote annuali di 4400€.
In alternativa, la famiglia potrà richiedere alle imprese esecutrici lo “sconto in fattura” ossia cedere il suo credito di imposta all'azienda che esegue i lavori oppure alla banca (in questo caso senza avere nemmeno l’esborso iniziale).
La possibilità di cedere il credito o all'impresa che effettua i lavori o che fornisce gli impianti o anche alle banche è un aspetto decisivo perché elimina il rischio di incapienza del contribuente: tornando all'esempio se la famiglia che effettua l’intervento paga annualmente complessivamente 3400€/anno di tasse non può detrarre da tale importo la quota prevista dal superbonus di 4400€, pertanto potrebbe ricevere un rimborso fino a massimo 3400€. Di fatto dopo 5 anni sebbene potenzialmente avrebbe potuto detrarre 22000€ riesce a detrarre solo 17000 (3400€ x 5 anni). Cedendo all'impresa o alla banca il credito tale rischio viene eliminato.

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